La qualità dell'olio - Produzione degustazione e vendita diretta di vino DOC atina cabernet IGT maturano e olio

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La qualità dell'olio

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L’uso frequente dell’olio extra vergine nella dieta è stato associato ad una riduzione di rischio oncologico soprattutto nella prevenzione del tumore della mammella, ad un migliorato metabolismo del colesterolo, ad una minore incidenza nell’insorgenza del diabete.
L’oleuropeina, principale costituente polifenolico amaro della drupa (e del flavor dell’olio) con i suoi composti di degradazione, ha un’azione coronaro-dilatatrice, ipoglicemica e anticolesterolemica.
Oltre alle qualità nutrizionali, intrinseche del prodotto, una particolare attenzione è riservata alle qualità organolettiche.
Modificazioni importanti delle frazioni volatile e fenolica, che influenzano negativamente le caratteristiche organolettiche, la stabilità all’ossidazione e le caratteristiche nutrizionali dell’olio, vengono rilevate negli oli derivanti da olive danneggiate dalla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae).
La mosca è tenuta sotto controllo attraverso attento monitoraggio con trappole a feromoni ed un intervento solo quanndo l'attacco della mosca supera la soglia d'intrevento del 5%.
Le concimazioni sono equilibrate e frazionate nel tempo.
Lo stato di maturazione dei frutti influenza il contenuto di acido oleico, le composizioni sterolica e alcolica alifatica e triterpenica, i contenuti di pigmenti, vitamine, sostanze fenoliche e composti volatili responsabili dell’aroma. Esiste tuttavia un momento ottimale di raccolta, quando la curva dei polifenoli delle singole varietà è massima.
Le olive sono trasportate in cassette di plastica aperte che permettono la circolazione di aria per evitare il riscaldamento dei frutti a causa dalla loro attività catabolica. Nell'arco delle 12 ore le olive sono già molite a freddo con temperature inferiori ai 25°C.
Una volta che l'olio è stato ottenuto è stoccato in serbatoi di acciaio e chiusi ermaeticamente con coperchio munito di camera d'aria, escludendo ogni fonte di odore, piacevole o no.

In conclusione, l’olio di oliva vergine, ben estratto dalle olive sane e ben conservato, preserva la composizione originariamente presente nel frutto particolarmente ricca di sostanze con importanti effetti sulla salute umana.

Medici e farmacologi hanno evidenziato le positive implicazioni sulla salute dell’olio di oliva.

L’uso frequente dell’olio extra vergine nella dieta è stato associato ad una riduzione di rischio oncologico soprattutto nella prevenzione del tumore della mammella, ad un migliorato metabolismo del colesterolo, ad una minore incidenza nell’insorgenza del diabete.

L'olio di oliva, come tutti gli oli vegetali, è costituito principalmente da trigliceridi, che sono formati da acidi grassi. Questi acidi grassi sono costituiti da una catena di carbonio e idrogeno e da un gruppo carbossilico, che conferisce loro la funzione acidica.

Gli acidi grassi sono classificati in saturi ed insaturi, rispettivamente quando gli atomi di carbonio sono uniti da legami

semplici o doppi. Se nella molecola c’è solo un doppio legame, l'acido grasso è monoinsaturo e se c’è più di un doppio legame esso è polinsaturo. La presenza di un doppio legame conferisce al grasso più fluidità. I grassi animali, come burro o lardo, sono solidi perché contengono acidi grassi saturi.

Gli oli vegetali, quindi sono costituiti principalmente da acidi grassi insaturi. Nell’olio di oliva, il più importante è l’acido oleico, un monoinsaturo. Sono presenti anche moderate quantità di acidi linoleico e linolenico, che sono polinsaturi e essenziali per l'organismo. L’elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi rappresenta l’elemento distintivo dell’olio di oliva rispetto agli altri grassi di origine vegetale. L'olio di oliva ha anche una piccola percentuale di acidi grassi saturi.

Mediamente la composizione acidica di un olio di oliva è la seguente:

Acidi Grassi Grado di insaturazione Contenuto %

ac. Palmitico C 16:0 5,7 -18,6 ac. Palmitoleico C 16:1 0,3 -3,0 ac. Eptadecanoico C 17:0 0,0 -0,2 ac. Eptadecenoico C 17:1 0,0 -0,2 ac. Stearico C 18:0 0,5 -4,0 ac. Oleico C 18:1 59,2 -83,0 ac. Linoleico C 18:2 3,5 -20,0 ac. Linolenico C 18:3 0,1 -0,6 ac. Arachico C 20:0 0,1 -0,4 ac. Eicosenoico C 20:1 0,1 -0,2

Tra gli acidi grassi polinsaturi prevalgono quelli a 18 atomi di carbonio (acido linolenico e acido linoleico), generalmente indicati anche come “acidi grassi essenziali” (AGE) per l’impossibilità di essere sintetizzati dal nostro organismo.

Questi composti sono importanti più che per le proprietà energetiche per la loro capacità di controllare importanti meccanismi biochimici.

Qualita_dell-olio_di_oliva_acidi_grassi

Tocoferoli

Un'altra frazione dell'olio di oliva è formata dai componenti minori. Fra loro i più importanti sono i tocoferoli, con le forme a, ß, ? e d. Il 90% della componente tocoferolica è nella forma a, che è anche quella biologicamente più attiva e nota come vitamina E.

I tocoferoli sono antiossidanti naturali che inibiscono il processo di irrancidimento del prodotto. Per svolgere questa funzione protettiva occorre che il rapporto tra il quantitativo di vitamina E (espresso in mg) e quello degli acidi polinsaturi (espresso in g) non sia inferiore a 0,79 mg/g. Nell’olio di oliva vergine tale rapporto è di circa 3mg/g

Il quantitativo finale di tocoferoli che si può riscontrare nell’olio vergine appena franto è molto variabile.

In primo luogo perché questi composti nel frutto subiscono una costante diminuzione nel corso della maturazione, secondariamente perché le stesse tecniche di lavorazione delle olive hanno capacità diverse di estrazione.

Essi svolgono un ruolo di antiossidanti naturali e di inibitori del processo di irrancidimento dell’olio.

Composti fenolici

I componenti fenolici dell’olio differiscono strutturalmente da quelli contenuti nelle olive ed il loro aspetto qualitativo quantitativo è fortemente condizionato dalla varietà, dallo stadio di maturazione in cui sono state raccolte le olive e persino dal processo meccanico di estrazione.

Gli oli di oliva vergine ed extra vergine sono gli unici grassi vegetali che contengono naturalmente quantità apprezzabili (50-500 mg/kg) di sostanze polifenoliche.



Qualita_dell-olio_di_oliva_polifenoli_ossidazione

I polifenoli presenti nell’olio:

   • proteggono gli acidi grassi insaturi, linoleico e soprattutto oleico, da fenomeni ossidativi favorendo indirettamente, le azioni biologiche e fisiologiche che tali sostanze svolgono nell’organismo;
   • esercitano, con meccanismi diversi, una azione antiossidante e “radical scavenger” “in vivo” che si traduce in un considerevole effetto protettivo contro fenomeni degenerativi di varia natura e in special modo, contro le patologie a carico del sistema cardiocircolatorio causate in gran parte dalla elevata presenza di radicali liberi nell’organismo;
   • In particolare l’oleuropeina, principale costituente polifenolico amaro della drupa (e del flavor dell’olio) con i suoi composti di degradazione, ha   un’azione coronaro-dilatatrice, ipoglicemica e anticolesterolemica;
   • l’idrossitirosolo, suo prodotto di decomposizione, ritarda l’ossidazione delle proteine a bassa densità LDL, uno dei principali fattori di rischio aterogenetico.



Qualita_dell-olio_di_oliva_colore_verde

TIPI DI OLIO DI OLIVA

Ci sono tipi differenti di oli di oliva, in relazione ai metodi di estrazione impiegati.

   • Olio Vergine di Oliva: ottenuto da olive esclusivamente attraverso mezzi

   meccanichi o fisici (pressione, molitura…) in condizioni che evitano l'alterazione dell'olio. L'olio non deve subire trattamenti diversi da lavaggio, decantazione, centrifugazione o filtrazione. Gli oli di oliva vergini sono classificati secondo le loro proprietà organolettiche in quattro tipi.
   • •Olio Extra Vergine di Oliva: con mediana dei difetti pari a zero e mediana del fruttato maggiore di zero e acidità massima (percentuale di acido oleico) di 0,8 g/100 g. Le sue caratteristiche sensoriali devono ricordare l'odore ed il gusto delle olive.
   • •Olio Vergine di Oliva: con mediana dei difetti non superiore a 2,5 e mediana del fruttato maggiore di zero (cioè può avere piccoli difetti). Acidità massima di 2 g di acido oleico/100 g di olio.
   • •Olio di Oliva Vergine Corrente: con mediana dei difetti superiore a 2,5 o con mediana dei difetti inferiore a 2,5 e mediana del fruttato pari a zero e acidità superiore a 2g/100g olio. Non idoneo al consumo.
   • Olio di Oliva Raffinato: prodotto da olio di oliva vergine di cattiva qualità, attraverso tecniche di raffinazione per eliminare i sapori sgradevoli. Deve avere un'acidità libera non superiore a 0,3g acido oleico/100g olio.
   • Olio di Oliva: è una miscela di olio di oliva vergine e di olio di oliva raffinato, con acidità massima di 1g/100g olio.
   • Olio di Sansa di Oliva: ottenuto tramite estrazione con solventi chimici o metodi fisici dalla sansa ottenuta dopo l'estrazione dell'olio di oliva vergine. È commercializzato come olio di sansa di olive grezzo, olio di sansa di olive raffinato o come miscela di essi.


Qualita_dell-olio_di_oliva_aspetti_chimico_fisici

ASPETTI FISICO-CHIMICI DELL'OLIO DI OLIVA


Uno dei parametri che definiscono la qualità dell'olio di oliva è il livello di acidità libera. Essa è definita come la quantità di acidi grassi liberi nell'olio, espressa come percentuale di acido oleico.

Come è stato indicato prima, questi valori sono usati per classificare le differenti categorie di olio di oliva: extra vergine, vergine, di oliva, ecc. Per esempio, l'acidità massima permessa nell’olio extra vergine di oliva è 0,8%, se questo valore aumenta l’olio scende di categoria.

Il numero dei perossidi misura lo stato di ossidazione primaria dell'olio, poiché determina il contenuto di idroperossidi nel campione. Gli idroperossidi sono composti

dell’ossidazione primaria, che si formano durante il processo di produzione e conservazione dell’olio come conseguenza dell’attacco dell’ossigeno. Nella seconda fase dell’ossidazione, gli idroperossidi si decompongono nei differenti prodotti finali dell’ossidazione. Il numero dei perossidi, come pure l'acidità, viene usato per definire le categorie dell'olio. Per classificare un olio come olio di oliva vergine, il livello massimo dei perossidi non deve superare 20 milliequivalenti di O2 per kg di olio.


Nella degustazione dell’olio l’aroma, dovuto ai profumi sprigionati dall’olio, riveste un’ importanza fondamentale nel determinare il gradimento.



Qualita_dell-olio_di_oliva_aroma

Con aroma si intende la sensazione provocata dalle sostanze odorose e percepite dal senso dell’olfatto. Il bouquet di aromi di un olio è caratterizzato da un’ intrinseca complessità che non è inferiore a quella di un vino. Il profumo di un olio nasce infatti dall’interazione di diverse decine di composti aromatici, presenti in proporzioni variabili, alcuni olfattivamente più importanti, e tutti normalmente presenti in una quantità infinitesimali.

Più di 180 aromi sono stati identificati nell’olio di oliva. Tra i composti volatili dell’aroma dell’olio di oliva vergine i composti carbonilici a sei e cinque atomi di carbonio, gli alcoli a sei e cinque atomi di carbonio e gli esteri a sei atomi di carbonio costituiscono i composti più importanti dal punto di vista quantitativo e olfattivo.



Qualita_dell-olio_di_oliva_degustazione_bicchiere_blu

Gli aromi possono fornire informazioni non solo sulle componenti nobili che conferiscono all’olio l’aroma tipico, quindi sul suo valore organolettico che si traduce nella potenziale accettabilità da parte del consumatore, ma gli aromi possono variare sia come tipo che come quantità in funzione della cultivar, dello stadio fisiologico della drupa e delle condizioni pedoclimatiche e colturali, delle modalità e tempistiche di trasformazione e conservazione.

Qualita_dell-olio_di_oliva_colore_cerde_smeraldo

Rappresentando quindi una sorta di marcatori ad alta definizione, gli aromi descrivono l’olio lungo tutta la filiera dal campo alla tavola del consumatore, consentono di verificarne e ottimizzarne la qualità, oltre a identificare anomalie correlabili a fenomeni o processi degradativi. E’ proprio per questa sua proprietà informativa, che il profilo aromatico di un olio rappresenta una sorta di carta d’identità infallibile o impronta digitale che ci consente di riconoscere un olio con elevata precisione. In generale, l’impronta aromatica di un olio viene assegnata dal corredo genetico varietale che si esprime attraverso un rapporto precostituito e costante dei diversi aromi


Qualita_dell-olio_di_oliva_rosa_sensoriale

FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA QUALITÀ DELL’OLIO
LA MATURAZIONE

La maturazione delle olive è un importante elemento per ottenere un olio di oliva di alta qualità. Una raccolta anticipata in generale predispone le piante ad una buona fruttificazione per l’anno seguente. La quantità di olio, rapportata alla sostanza secca, incrementa fino all’inizio della pigmentazione profonda del frutto per poi mantenersi costante.

Durante la raccolta delle olive destinate all’estrazione dell’olio, si deve tener presente che il frutto deve possedere il giusto grado di maturazione. In questo modo, si otterranno migliori rese di estrazione e qualità.

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Per ottenere una buona resa di estrazione il contenuto di olio nel frutto deve essere noto. Questo contenuto è differente a seconda della varietà di olive, della latitudine, delle condizioni climatiche, della disponibilità di acqua e dei metodi di coltivazione.
Il peso delle olive aumenta in differenti fasi da ottobre a novembre. Poi inizia a diminuire a causa della perdita di acqua. Dopo questa fase c’è un incremento del contenuto di olio nei mesi estivi. Durante l’autunno e l’inverno le olive diventano più scure e il contenuto di olio raggiunge il massimo. Per ottenere una buona resa di olio è necessario che le olive siano mature e senza danni.

Qualita_dell-olio_di_oliva_epoca_raccolta



Il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) dà un semplice suggerimento per stabilire il grado di maturazione delle olive. Si basa sul colore di 100 olive prese a caso da un campione di un chilo. Le olive sono divise nei seguenti gruppi:

Alterazioni nelle olive da tavola e nell’olio di oliva

0 = olive con superficie verde scuro

1 = olive con superficie gialla o verde-giallastra

2 = olive con superficie gialla con macchie rosse

3 = olive con superficie rossa o viola

4 = olive con superficie nera ma con polpa ancora verde

5 = olive con superficie nera e metà della polpa viola

6 = olive con superficie nera e polpa viola fino al nocciolo

7 = olive con superficie nera e polpa completamente scura

L'indice di maturazione (RI) è ottenuto usando questa formula:

   • RI = [(n0 × 0) + (n1 × 1) + (n2 × 2) + (n3 × 3) +.... + (n7 × 7)]/100

Il numero di olive in ogni gruppo (n0, n1, n2…) è moltiplicato per il relativo numero di gruppo, i risultati vengono sommati e divisi per 100 (numero totale di olive). Secondo questa classificazione il momento migliore per raccogliere le olive è quando si raggiunge l'indice di maturazione 5.


Qualita_dell-olio_di_oliva_stati_maturazione

In pratica, non è possibile raccogliere le olive nel momento migliore, perché dipende dalla disponibilità di manodopera e dalle condizioni climatiche. In questo caso, la raccolta avviene prima o dopo la maturazione, dando origine ad oli con differenti caratteristiche organolettiche.


Qualita_dell-olio_di_oliva_stati_maturazione2

LO STATO SANITARIO

Le olive devono essere sane, raccolte sulla pianta e non fra quelle già a terra; devono essere senza tracce di fumaggine (Capnodium spp.), cicloconio o occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), né devono avere, né avere ospitato larve di tignola (Prays oleae) o di mosca (Bactrocera oleae). Anche se una ricerca ha evidenziato che olive affette al 100% da larve di mosca, molite immediatamente dopo la raccolta, davano un olio che, né all’analisi chimica né all’analisi organolettica, mostrava differenza alcuna con l’olio prodotto dalle stesse olive sane al 100%. Al momento sembra che i danni, sia organolettici che chimici, sorgano appena avvengono processi di qualunque tipo, ossidativi o fermentativi, successivi all’infezione stessa.

Qualita_dell-olio_di_oliva_mosca_olivo


CONSERVAZIONE DELLE OLIVE. L’optimum, fin dalla raccolta in campo, è la conservazione in cassette basse (20, 30 cm) ampiamente finestrate, di legno o plastica che possono essere stoccate una sopra l’altra possibilmente in locali freschi, ben areati, al riparo dall’acqua, dal vento, da rischi di gelate e specialmente lontano da odori sgradevoli (stalla, gasolio e simili); accettabile anche la conservazione in graticci, purché con uno spessore che non superi i 10 cm.

Qualita_dell-olio_di_oliva_raccolta_cassette_plastica

Occorre evitare la conservazione in sacchi di iuta o, peggio ancora, in sacchi di plastica, come pure la conservazione in cumuli a terra e, per quanto è possibile, limitare infine maneggiamenti e lunghe conservazioni anche se effettuate in condizioni ottimali. Le olive distaccate dalla pianta tecnicamente continuano la loro “vita”, ovvero continuano le funzioni respiratorie; l’incremento di temperatura delle olive in cumulo o nei sacchi è dato da questa attività. Sembra accertato che finché dura l’attività respiratoria non si pregiudichi la qualità dell’olio; tale attività, in relazione alle condizioni ambientali, sembra naturalmente decadere, nelle migliori condizioni, entro due, tre giorni, pertanto questo si deve ritenere come il tempo massimo per la conservazione delle olive prima della lavorazione.
Inoltre, si deve evitare di accatastare molte cassette, in modo che le olive non si comprimano.

Nell'oleificio si deve usare un adeguato contenitore prima dell'estrazione dell'olio. La cosa migliore è trasformare le olive nel momento in cui arrivano, ma ciò non è sempre possibile. Di conseguenza, durante questo tempo devono essere correttamente conservate in un ambiente freddo, in strati di 20-30 centimetri e ben arieggiate. In questo modo, i processi di alterazione sono più lenti e ci sono soltanto piccoli cambiamenti nelle caratteristiche organolettiche dell'olio ottenuto.

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Influenza dello stoccaggio
Una volta che l'olio è stato ottenuto, deve essere immagazzinato in grandi serbatoi sotterranei o in serbatoi metallici. I primi sono fatti di cemento e hanno le pareti vetrificate. I serbatoi metallici sono fatti di acciaio inossidabile e sono disposti all'interno di un magazzino. Questo deposito deve essere lontano da ogni fonte di odore, piacevole o no. Le tre principali cause di deterioramento nell'olio che devono essere evitate sono: contatto con materiali inadeguati, impurità dell'acqua e ossidazione.

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Il deterioramento dell'olio durante l’immagazzinaggio o il confezionamento è dovuto a contaminazioni delle superfici metalliche a contatto con l'olio. L'uso di confezioni o di serbatoi fatti di materiali inerti (vetro o acciaio inossidabile) elimina ogni possibilità di contaminazione.

L'acqua di vegetazione produce uno strato di sedimenti nella parte inferiore del serbatoio in cui l'olio è immagazzinato. Questo sedimento contiene zucchero, proteine ed enzimi e può fermentare in determinate condizioni termiche. Il risultato è la produzione di sostanze che danno all'olio un caratteristico difetto (morchia o rancido). Per evitarlo, l'olio deve essere separato appena possibile dal sedimento.

Il processo ossidativo nell’olio di oliva vergine può essere ritardato, ma non evitato. Durante lo stoccaggio, il processo di ossidazione continua a causa dell'ossigeno presente nello spazio di testa del contenitore. L'alterazione aumenta con l’esposizione alla luce, il contatto con l'aria, le alte temperature e la presenza di metalli (ferro e rame soprattutto). L'ossidazione può essere evitata riempiendo il serbatoio fino all’orlo, sigillandolo ermeticamente e ponendo l'olio al buio.

Alterazioni nell’olio di oliva

   • I lipidi sono i principali costituenti dell'olio di oliva ed hanno un ruolo importante nel metabolismo cellulare, poichè sono una fonte di energia e materiale di riserva. I principali processi che inducono l'alterazione del lipidi sono l’idrolisi o lipolisi e l’irrancidimento o ossidazione.

 
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